ATTIVITA’

CONSULENZA PSICOLOGICA

“Nella vita non si fa ciò che si vuole, ma si è responsabili di ciò che si è.”
(Jean-Paul Sartre)

La consulenza psicologica (o counseling) comprende tutte le attività caratterizzanti la professione psicologica, e cioè l’ascolto, la definizione del problema e la valutazione, l’empowerment, necessari alla formulazione dell’eventuale, successiva, diagnosi.

Lo scopo è quello di sostenere, motivare, abilitare o riabilitare il soggetto, all’interno della propria rete affettiva, relazionale e valoriale, al fine anche di esplorare difficoltà relative a processi evolutivi o involutivi, fasi di transizione e stati di crisi anche legati ai cicli di vita, rinforzando capacità di scelta, di problem solving o di cambiamento.


IL SOSTEGNO PSICOLOGICO

“Se la vita va inevitabilmente verso una fine, dobbiamo, durante la nostra, colorarla con i colori dell’amore e della speranza.”
(Marc Chagall)

Il sostegno psicologico è un’attività di supporto che lo psicologo svolge nei confronti di un soggetto in difficoltà per un problema specifico.

L’obiettivo è quello di raggiungere e mantenere uno stato di benessere agendo sui punti di forza del paziente.

Richiede un numero contenuto di incontri, ma variabile a seconda della necessità.


PSICOTERAPIA PSICODINAMICA

“Non ci si libera di una cosa evitandola, ma soltanto attraversandola”
(Cesare Pavese)

La psicoterapia aiuta la persona a vivere meglio.

È una modalità di intervento effettuato con mezzi psicologici, che pur guidati da procedure diverse, in base all’orientamento teorico a cui si rifanno, sono finalizzati ad aiutare le persone nella soluzione dei propri problemi affettivi, emotivi, comportamentali, interpersonali di vario genere e a incrementare la qualità della vita.

Esistono diversi approcci in psicoterapia, uno di questi è l’approccio psicodinamico, basato sui fondamenti della psicoanalisi, ma che si differenzia da quest’ultima per il numero di sedute e per il mancato utilizzo del lettino.

Attraverso la narrazione della propria storia, si possono rintracciare le origini del disagio attuale del paziente, che scopre, in corso d’opera, le motivazioni che lo hanno portato a generare schemi mentali disfunzionali per la propria vita.

Si intraprende con un professionista psicoterapeuta, che attraverso degli incontri a cadenza settimanale o bisettimanale della durata di cinquanta minuti, accompagna il paziente nella scoperta di sè stesso e favorisce il cammino verso il cambiamento.

Sono dunque il desiderio di comprendere sè stessi, la volontà che si realizzi una certa consapevolezza del funzionamento del proprio sé e una significativa motivazione, a indicare al paziente la propria adeguatezza a un simil trattamento (Gabbard, 2010).

La continuità dei colloqui e l’alleanza con il terapeuta, fanno sì che il paziente sperimenti nel qui ed ora, modi nuovi di approcciarsi al proprio sè e agli altri, ritrovando la fiducia e coltivando il desiderio di poter sperimentare qualcosa di diverso dalla sofferenza che lo ha accompagnato finora


TERAPIA EMDR

“Voglio continuare a essere folle, vivendo la vita nel modo in cui la sogno e non come desiderano gli altri.”
(Paulo Coelho)

L’EMDR (dall’inglese Eye Movement Desensitization and Reprocessing, Desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari) è un approccio terapeutico utilizzato per il trattamento del trauma e di problematiche legate allo stress, soprattutto allo stress traumatico.

L’EMDR si focalizza sul ricordo dell’esperienza traumatica ed è una metodologia completa che utilizza i movimenti oculari o altre forme di stimolazione alternata destro/sinistra per trattare disturbi legati direttamente a esperienze traumatiche o particolarmente stressanti dal punto di vista emotivo.

Dopo una o più sedute di EMDR, i ricordi disturbanti legati all’evento traumatico hanno una desensibilizzazione, perdono la loro carica emotiva negativa.

Il cambiamento è molto rapido, indipendentemente dagli anni che sono passati dall’evento. L’immagine cambia nei contenuti e nel modo in cui si presenta, i pensieri intrusivi in genere si attutiscono o spariscono, diventando più adattivi dal punto di vista terapeutico e le emozioni e sensazioni fisiche si riducono di intensità.

L’elaborazione dell’esperienza traumatica che avviene con l’EMDR permette al paziente, attraverso la desensibilizzazione e la ristrutturazione cognitiva che avviene, di cambiare prospettiva, cambiando le valutazioni cognitive su di sé, incorporando emozioni adeguate alla situazione oltre ad eliminare le reazioni fisiche. Questo permette, in ultima istanza, di adottare comportamenti più adattivi.

Dal punto di vista clinico e diagnostico, dopo un trattamento con EMDR il paziente non presenta più la sintomatologia tipica del disturbo post-traumatico da stress, quindi non si riscontrano più gli aspetti di intrusività dei pensieri e ricordi, i comportamenti di evitamento e l’iperarousal neurovegetativo nei confronti di stimoli legati all’evento, percepiti come pericolo.

Un altro cambiamento significativo è dato dal fatto che il paziente discrimina meglio i pericoli reali da quelli immaginari condizionati dall’ansia.

Si sente che veramente il ricordo dell’ esperienza traumatica fa parte del passato e quindi viene vissuta in modo distaccato. I pazienti in genere riferiscono che, ripensando all’evento, lo vedono come un “ricordo lontano”, non più disturbante o pregnante dal punto di vista emotivo.

Wordpress Social Share Plugin powered by Ultimatelysocial