È possibile imparare ad essere felici?

“È possibile imparare ad essere felici? La mia infanzia mi ha insegnato che non c’è spazio per la felicità, che esiste solo rassegnazione e spirito di sacrificio, sono furiosa con i miei genitori, perché non mi hanno fatto mancare nulla di concreto, ma ho una voragine interiore che mi divora e che loro mi hanno trasmesso.”


La trasmissione intergenerazionale dei problemi è la via più comune, ma quando si entra in terapia, si decide di “spezzare la catena” e ci si avventura in una strada nuova, piena di ostacoli, a volte buia e spaventosa, ma che porta dritta alla meta più importante di tutte: la leggerezza dell’essere, che si nutre di ciò che ci fa stare bene oggi.
Una domanda che dico di porsi ai miei pazienti, in alcuni momenti precisi della loro quotidianità è: “cosa posso fare di buono per me stesso, in questo preciso momento?”
Scoprire ciò di cui abbiamo bisogno ed imparare a soddisfarlo, giorno dopo giorno è un cammino arduo, che passa attraverso la fitta foresta della consapevolezza e della legittimazione.
Conoscersi nel profondo, vuol dire imparare ad amarsi per come si è, senza trucco e senza inganno.

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